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Photo by © Andrea Tomas Prato - with Amazing Lindalov
Happy 2013 to All my Followers!! Andrea
(via lindalov)
Posted on January 1, 2013 via AndreaTomas with 37 notes
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divara: Scattata con Instagram presso hotel rosso frizzante
Senza voce(Source: divara)
Posted on September 5, 2012 via Divara with 59 notes
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tutti gli alberghi sono ad ore, quelli tristi sono quelli a minuti.
dud su LL (via myborderland)Posted on December 30, 2011 via borderland with 6 notes
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ecchesaràmai.
Quando smetterai di rinfacciarmi quel bukkake?
Posted on July 20, 2011 via L'angolo dell'ormone with 7 notes
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Le erezioni sono come le battute di pesca: quando ti capitano le migliori non c’è mai nessuno che le veda
Posted on June 2, 2011 via Lindalov with 10 notes
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La macchina in seconda fila di un genio, a Milano.
Posted on May 23, 2011 via tattoodoll with 190 notes
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Un bell’augurio al presidente Berlusconi che si possa godere lo scudetto del Milan
Posted on May 8, 2011 via isolavirtuale with 70 notes
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Posted on March 26, 2011 via le supposte di paz83 with 11 notes
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volevo raccontare questa cosa e tumblr mi sembrava il posto giusto. tutto qui.
la storia comincia poco tempo fa. comincia e finisce, a dire il vero, che si è svolta in poco tempo.
eravamo un gruppo di amici. mica tutti amici amici, alcuni amici conoscenti. e ad un certo punto, ma avevamo abbastanza bevuto, e i discorsi non erano più così lucidi, e adesso che ci penso, neanche i ragionamenti lo erano. diciamo che le parole ancora riuscivamo a dirle, ma più che altro lo sforzo era a dirle giuste più che a pensarle e poi invece l’attenzione era dedicata, quella che rimaneva, di attenzione intendo. l’attenzione era più dedicata a cercare di capire quello che dicevano gli altri.
insomma il fatto e che si parlava un poco del tempo che passa, mica però nel senso delle ore, no. proprio nel senso degli anni. e qualcuno diceva anche che la nostra vita ha passato degli anni strani.
ora io non posso in alcun modo sapere che anni ha vissuto chi mai capiterà a leggere queste righe, però posso dire gli anni che ho vissuto io che le scrivo. e sono tanti dello scorso secolo. diciamo che negli ottanta ero giovane, nei novanta maturo nei 2000 (si dice così? o si dice negli 00? negli 00 mi sembra una stupidata. comunque). nei duemila ero ancora maturo. ma questo perché la maturità si ha sempre idea che duri più della giovinezza, ma son solo pareri, che in realtà a volte è la giovinezza che è lunga e maturi alla fine lo siamo per pochi istanti e poi tutto d’un colpa ZAC, siamo vecchi. questo ve lo sto dicendo io ora, che quella sera invece parlavamo degli anni passati, non di queste cose della maturità.
e allora salta su questo, che è mio amico amico e, con il tono di quelli che dicono La Verità, comincia a parlare. quando una dice le cose con il tono di quando dice La Verità, non è che c’è tanto da rispondere. si sta li ad ascoltare e poi si annuisce. al limite si finisce il bicchiere o ci si accende una sigaretta. non è difficile, penso io. invece quell’altro gli ha risposto.
il mio amico amico ha cominciato a dire “siamo in fondo una generazione che ha avuto le sue soddisfazioni, anzi per inseguire e raggiungere quelle soddisfazioni abbiamo spesso tralasciato le cose importanti, ma ci è andata bene così. ora di cosa dovremo lamentarci? chi di noi non ha mai preso una sbronza a parigi? chi è che non ha mai scopato su una spiaggia di san sebastian?”.
per me il discorso in generale filava, e prima di arrivare ad una mia propria conclusione volevo pensarci per bene. invece quest’altro amico, ma non amico amico, più amico conoscente. all’improvviso, molto velocemente che tutti ancora cercavano di capire che cazzo volesse dire l’amico amico è saltato su è ha detto “io a san sebastian non ci sono mica mai stato. preferivo londra e l’inghilterra”
vi giuro lo ha detto così all’improvviso, a freddo. è naturale che il mio amico amico si è alzato di colpo e ha cominciato a prenderlo a pugni. io sono stato d’accordo sul principio, anche se non amo i pugni, un poco è che sono anche non violento, ma soprattutto e perché, quando ci sono i pugni, va sempre a finire che li prendo io. quindi sono contrario e antiviolenza. l’ho già detto?
insomma stiamo parlando di francia e spagna e non puoi saltare su con la tua inghilterra, che non sei neanche un amico amico, ma più un amico conoscente. e allora te le cerchi.
poi mentre facevano pace a me è venuto in mente che un’estate a san sebstian, che eravamo andati li con un camper scassato, ero sulla spiaggia di notte e avevo conosciuto questa ragazza, e parlando parlando era andata a finire che mi stava facendo un pompino. mi è venuto in mente questo episodio e volevo dirlo a tutti gli altri, che in fondo valeva quasi quanto una scopata, poi mi è venuto in mente che sì, ero a san sebastian e il pompino vale quasi quanto una scopata, ma la tipa era inglese. e allora me ne sono stato zitto e ho continuato ad annuire in silenzio che avevo paura di prendere dei pugni.
mi sembrava una storia da raccontare. tutto qui.
Posted on March 26, 2011 with 1 note
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Ora lo so che sto per dire una cosa molto impopolare, ma la dico lo stesso. Io ci son due cose che penso riguardo alla benzina: la prima è che dovrebbe costare tantissimo, visto che è fatta da animali morti e, come quando ti dicono di finire la bistecca nel piatto ché la vacca, poverina, anche lei, l’han macellata e bisogna renderle omaggio mangiandola tutta, dobbiamo onorarli anche loro, tutti questi animali morti molto antichi che spesso son morti invano; la seconda è che l’aumento della benzina per finanziare la cultura a me, tutto sommato, mi va anche bene. Mi va bene perché penso che ci siano dei campi culturali dove non è mica solo l’artista che deve guadagnare dei soldi secondo un sistema capitalistico e meritocratico di guadagnar dei soldi, come ad esempio la pittura o la scrittura che son cose che l’artista può anche farsi e promuoversi da solo, ma ci son dei campi culturali, mi vengono in mente il teatro, il cinema, la musica classica e contemporanea, dove dentro c’è un bel po’ di gente che lavora che artista non è e nemmeno se lo sogna. In quei casi lì, l’artista, quello che ha scritto la commedia, la tragedia, il monologo, la musica, eccetera, lui dovrebbe prendere i soldi seguendo il sistema capitalistico e meritocratico di prendere dei soldi, e cioè se l’opera va bene e piace prendi dei soldi, se va male e non piace ne prendi meno o non li prendi. Ma gli attori, i macchinisti, gli operatori, anche registi, dai, che son lì che mettono in scena un’opera che non hanno scritto loro, che suonano una musica che non hanno scritto loro, che son lavoratori, insomma, devono pur guadagnarsi da vivere, tanto più che il teatro, per dire, è una cosa bellissima, e farlo sparire perché non ci sono lavoratori è più triste che far sparire il fruttivendolo perché c’è la grande distribuzione, che almeno lì la verdura è sempre verdura. E ci metterei, sul piatto, anche la continua riproposizione dei classici, a teatro, e al cinema, che le rassegne di film classici al cinema mi piacciono molto e ci vado sempre, e tutte le cose che senza i soldi delle tasse ce le scordiamo, ché i ricchi che potrebbero finanziare di tasca loro tutto l’ambaradàn culturale, come succedeva una volta, son delle gran capre, almeno in Italia. Poi magari dico una cazzata, anzi, quasi sicuramente, ché siete tutti lì a lamentarvi del cinema italiano che fa schifo e dei soldi che vengono sprecati nel cinema italiano, che fa schifo. Ma tanto io al cinema non ci vado quasi mai. E se ci vado, ci vado a piedi.
Many in Wonderland: (cose scritte senza rileggerle) La cultura della benzina
(via batchiara)
(via batchiara)
Posted on March 26, 2011 via Many in Wonderland with 13 notes


